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Una vita immersa nell’arte

Intervista a Lisa Ciccone

Conobbi Lisa mentre curiosavo su Etsy tra i prodotti per l’infanzia.
Incuriosita dalle sue illustrazioni, decisi di contattarla. Avevo voglia di conoscere cosa c’era dietro quelle creazioni. Perché qualcosa c’era, si percepiva al primo sguardo.
Mi bastò un attimo per capire che Lisa è una di quelle che l’arte ce l’ha nel sangue. Così, con la mia lista di domande, iniziai a esplorare con lei la sua vita.

intervista lisa ciccone arte

Lisa come è entrata l’arte nella tua vita?

<< I ricordi più vividi della mia infanzia sono legati a mia madre, una donna affascinante, creativa, con una spiccata vocazione artistica.
Una volta realizzò per me quello che oggi chiameremmo un silent book. Era una storia disegnata su un rotolo di cartoncino, senza parole, con delle simpaticissime formiche come protagoniste. Si poteva raccontare ogni volta una storia diversa, srotolando pian piano il film.
Era un cinema esclusivo!
Ma fu grazie al compagno di mia madre che ho imparato i segreti dell’arte.
>>

Quando hai capito che saresti diventata un’artista?

<< Avevo nove anni e mia madre mi portò a vedere una mostra di pittura; fu lì che per la prima volta incontrai di persona un pittore.  Appena uscite dalla mostra esclamai entusiasta: “Mamma, abbiamo conosciuto per la prima volta un pittore VIVO!”
Qualche tempo dopo quel pittore divenne il compagno di mia madre. Con lui ho potuto osservare come si evolve il processo creativo con i miei occhi.
>>

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Che meraviglia! Penso tra me e me. E avendo il brutto vizio di inserire nella mia lista dei progetti qualsiasi cosa attragga la mia attenzione, decido di investigare.

Dove si mette in atto un processo creativo?

<< Il mio laboratorio è diviso in due stanze: in una dipingo, creo e ricevo i clienti. Nell’altra ci sono i macchinari per la stampa e il taglio, un grande tavolo con tanti strumenti. C’è un pianoforte sotto la finestra, un angolino per la stampa delle foto analogiche e tanta roba in ogni dove. Questa stanza è anche il mio magazzino di prodotti, qui confeziono e preparo le spedizioni.
Sono molto orgogliosa del fatto che riesca a curare tutto il processo creativo, dall’ideazione, alla stampa e al taglio.
Ovviamente sogno un grande laboratorio.
Immagino di lavorare con altre persone, e finalmente potrò avere dei collaboratori!
>>

La sua storia mi affascina sempre di più, ma sono consapevole che dietro ogni successo ci sono difficoltà, pianti, momenti di sconforto e tanta forza.

Nel lavoro, hai incontrato difficoltà che non ti aspettavi?

<< La più grande difficoltà nell’avvio della mia carriera è stata conoscere me stessa. Disegnavo e sperimentavo, ma non riuscivo ad esprimere davvero quello che avevo dentro. Ho capito allora che avevo bisogno di una profonda analisi di ciò che ero e del mio passato.
Questo viaggio introspettivo, per niente semplice, è stata la parte più dura ed emozionante nell’intraprendere questa avventura. 

Mi ha dato molto coraggio il mio primo cliente, che ricordo ancora con profondo affetto.
Era un ragazzo svizzero che commissionò un ritratto, e dopo poco le bomboniere per il suo matrimonio. Lavoravo da poco e la sua fiducia mi diede la carica giusta e la forza di credere nel mio lavoro. 
>>

Quando ci siamo sentite telefonicamente, Lisa si sorprese che le stessi chiedendo un’intervista. D’altronde che poteva raccontare lei, senza figli, in un blog per genitori? Ma senza che ci fosse bisogno della mia risposta, subito mi raccontò della sorella. E credetemi, ne parlava con un tale amore che sarebbe stato facile confondere quel sentimento con l’amore materno.

Come vivi il rapporto con tua sorellina?

<< Mia sorella è nata che io avevo 16 anni, il regalo più bello che potessi ricevere. Ricordo un episodio che ci fa ancora sorridere.
Era una sera d’estate e Caterina era davvero piccola, parlava da poco. Eravamo sole, io e lei, e decidemmo di andare a fare una passeggiata. Facevo finta che fosse notte fonda e che stavamo rompendo la regola di andare a letto presto. Rientrate a casa mi accorsi di aver perso un orecchino e uscimmo di nuovo a cercarlo.
Iniziò così la nostra vera avventura notturna, tra gli antichi vicoli del paese. Improvvisamente eravamo due esploratrici alla ricerca di un prezioso oggetto perduto! Inventammo storie su strani personaggi che abitavano quei vicoli, narrando le loro malefatte, condite del mistero che solo la notte riesce a portare.
Ne parlò per giorni, e io scoprii l’incredibile acume e senso dell’ironia che possiedono i bambini.
>>

Un consiglio per stimolare la creatività dei bimbi?

<< I bambini sono un pozzo inesauribile di fantasia, per coltivare l’immaginazione e l’empatia un ottimo modo è creare la scatola dei travestimenti. Ricordo giornate intere passate a immaginare personaggi e storie con una cesta pieni di vestiti di ogni genere.
Come dice Rodari: “Ci dovrebbe essere, in ogni casa, un cestone di abiti smessi a disposizione del gioco del travestimento”
 >>

La saluto con affetto e la ringrazio per aver condiviso con me alcune pagine della sua vita.

Dove puoi vedere le creazioni di Lisa

Buona vita
Noe

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