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L’Outdoor Education con Luca Gasole

L'Outdoor Education come Homeschooling

Vi ho parlato di come intraprendere la via dell’Homeschooling, precisando che non devono necessariamente essere i genitori a occuparsi in prima persona dell’istruzione dei figli. In questo spazio si inseriscono progetti interessanti, come quello dell’Outdoor Education.

Tale filosofia educativa segue l’idea pedagogica del learning by doing (apprendere facendo) proposta da John Dewey, ma potenziata da un altro elemento: l’attenzione al gioco libero all’aria aperta, alle attività motorie e all’esperienza che nasce dal contatto diretto con la natura o il contesto urbano.
Il bambino diventa quindi il protagonista attivo del processo educativo, e non un ricevente passivo dell’azione dell’adulto.

L’argomento mi sembra davvero interessante e per questo ho deciso di fare qualche domanda a chi, dell’outdoor education, ne ha fatto una ragione di vita.

Un muretto che ti cambia la vita

Era una giornata invernale soleggiata, io mi portavo appresso il pancione da qualche mese e dopo alcuni giorni di pioggia avevo il desiderio di vedere il mare. All’ingresso della spiaggia, incontrammo Luca Gasole, il suo camper e il suo bambino di un anno che saltava da una pozzanghera all’altra.
Mentre parlavamo della comodità di avere un camper con i bambini, il piccolo si arrampicò su un basso muretto.

Al tempo, le mie conoscenze nell’ambito dell’educazione si limitavano ai lasciti familiari. Così istintivamente corsi verso il bambino impaurita, decisa a salvarlo dal grave pericolo. Luca mi fermò, e mi disse: Dagli la possibilità di imparare da solo e scoprire i suoi limiti. 

Tutto cambiò in quel momento.
Comprammo un camper e iniziammo a studiare le varie filosofie pedagogiche, orientandoci sempre più alla scuola Waldorf di Rudolf Steiner.

Sono trascorsi quasi 6 anni da quel giorno, e oggi mi rivolgo a Luca per dissipare i miei dubbi sull’Outdoor Education.

bambini in gita in campagna

Qual è l'approccio di base dei vostri progetti di Outdoor Education?

<< Quando creiamo un progetto con l’associazione Punti di Vista (che si dedica all’Outdoor Education da 6 anni) ci poniamo l’obiettivo di sviluppare le personalità dei bambini, stimolando la curiosità, la partecipazione attiva e il senso critico attraverso il gioco e la creatività. 

Le attività e i laboratori che proponiamo non sono finalizzati a fissare dei contenuti e delle nozioni, ma a problematizzare e rielaborare le conoscenze del bambino con un approccio partecipativo.

Il mondo ha bisogno di bambini con uno sguardo aperto e curioso, abituati a osservare i diversi aspetti della realtà da diverse angolazioni. >>

Tu che lo vedi tutti i giorni, come cambia la vita dei bambini quando sono in mezzo alla natura?

<< Il primo cambiamento nei bambini avviene quando vengono lasciati soli dai genitori. Se da un lato infatti il bambino tende naturalmente a responsabilizzarsi una volta uscito dal nido familiare, dall’altro è importante porsi nei suoi confronti con fiducia, cercando di far emergere le competenze che già possiede e hanno solo bisogno di spazio.

In questi anni di pratiche sul campo, abbiamo anche notato che questo naturale processo di crescita possa essere agevolato e accelerato stando a stretto contatto con la natura, immergendosi nei suoi elementi.

I grandi spazi, i silenzi, i profumi, i colori, le forme: sono stimoli che giocano a vantaggio delle capacità di apprendimento e sviluppo della persona. Per apprendere abbiamo bisogno di stimoli che tengano alto il nostro livello di curiosità. Così come per crescere abbiamo bisogno di un certo livello di difficoltà e di limiti che ogni giorno ci stimolano.

In natura, anche il bambino più timido trova il suo spazio, il suo ritmo, e riesce a trovare finalmente qualcosa capace di attrarre la sua attenzione. Quel qualcosa è la chiave di accensione del processo di crescita personale. 

I bambini cambiano moltissimo vivendo diverse ore in natura: rafforzano la propria capacità motoria, manuale, il coraggio, il senso di orientamento, il senso di avventura, la creatività. Noi ad esempio non portiamo mai dei giochi, giochiamo a trovare qualcosa di giocoso e a inventarci dei giochi con ciò che il contesto offre in quel momento. E per esperienza mia e dei miei figli, ci si ammala di meno, si diventa più forti, il sistema immunitario si attiva, cosi come le capacità di termoregolazione.

In natura c’è tutto quello che serve a questo scopo, ed è tutto molto semplice, nessun artefatto, alla portata di tutti. >>

Come potremmo aiutare i nostri bambini a vivere al meglio l’esperienza della vita in natura?

<< Semplicemente riprendendo noi stessi adulti a vivere esperienze sane e semplici in contesti naturali: mare, campagna, montagna. L’importante è vivere la natura anche in quei periodi dell’anno in cui, per abitudine e comodità, non si va più (in inverno e con il brutto tempo). Quello che vediamo come una carenza nei bambini, risulta essere una carenza nelle abitudini della società in cui vivono, a partire dalla famiglia. >>

A questo punto sono curiosa e voglio sapere come la sua famiglia ha contribuito a dargli queste conoscenze e consapevolezze.

Raccontami un aneddoto sulla tua famiglia che ha contribuito alla tua crescita

<< Quando ero piccolo ho avuto la fortuna di fare lunghi viaggi in barca a vela con i miei genitori. Essendo un bambino particolarmente vivace, non riuscivo a stare fermo, mai, e più di una volta son caduto in mare. Ricordo mio padre che tempestivamente si tuffava vestito a recuperarmi. E una volta risaliti in barca non mi ha mai sgridato, mi ha sempre lasciato fare, senza mettermi paura. Fino a quando ho raggiunto la mia autonomia e ho smesso di fargli fare i tuffi vestito, e regolarmente prima di cena! >>

Cosa è il progetto Vita da Elfi?

<< Si tratta di un campus per bambini dai 7 ai 16 anni, a carattere residenziale in foresta, pensato per dare l’opportunità ai partecipanti di vivere un’avventura a stretto contatto con la natura, attraverso l’arte, le arti circensi, l’esplorazione naturalistica. Il progetto viene proposto in diversi periodi dell’anno per dare la possibilità ai bambini e alle bambine di esplorare il bosco nelle diverse stagioni.

Durante le residenze si offre ai partecipanti la possibilità di interagire in modo consapevole con la Natura dando la possibilità di scoprirla e di riconoscersi come parte integrante di questo sistema complesso comprendendo l’importanza di ogni singola azione all’interno di esso per il mantenimento del suo equilibrio.

Abbiamo attivato anche il progetto Vita da Elfi Senior, per un pubblico adulto che desidera stare lontano da internet e dal cellulare e vuole concedere un po’ di tempo a sé stesso. 

Durante l’anno promuoviamo anche attività rivolte ai bambini più piccoli, in natura e nei parchi cittadini. >>

Grazie Luca per aver condiviso, ancora una volta, il tuo paterno e prezioso punto di vista.

E ora un po’ di indirizzi utili:

Buona vita
Noe

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