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Nodo e la Spezza Rametti

Libro per bambini. Nodo lo sposta sedie.

La prima parte della storia di Nodo lo sposta sedie, finiva così:

D’improvviso Nodo, sentì un rumore alle sue spalle.

TAC

Si girò, ma tutto ciò che poté vedere fu la tranquillità del bosco e il vento che muoveva leggero le foglie degli alberi. Non poteva essere di certo un umano, gli umani hanno un odore così forte che li poteva sentire da chilometri di distanza.

“Chi è là?” Chiese, titubante.

Dietro di lui, un altro rametto spezzato.

TAC

Proseguiamo con la storia di Nodo, estratto dal libro per bambini Nodo, lo sposta sedie in uscita questo Autunno. Trovate la versione in inglese su Flyingstories, curato dall’autore del libro per bambini Daniele Frau.

C‘era una volta…la Spezza Rametti

Nodo si sentì spaventato e tolse fuori dalla sacca che portava sulle spalle il tappo di sughero, brandendolo come una spada. Essendo gli sposta sedie delle creature dispettose, ma estremamente pacifiche, non sapevano cosa fossero le armi. Nodo aveva scelto di portarsi dietro un tappo, perché lo aveva visto volare via da una bottiglia e pensava di poterlo usare per scappare. Non sapeva che senza una bottiglia un tappo non può volare.

TAC

Un altro rametto spezzato.

Ora si sentì terrorizzato, perché il tappo sembrava difettoso. Lo agitava forte, ma quello non volava! Poi, arrivò una voce alle sue spalle:

“Tu sei uno sposta sedie, non è così?”

La vocina era squillante e quando Nodo si girò si trovò davanti una creatura grande la metà di lui. Quattro dita della mano di un bambino, non di più.

“S-sì, ma tu chi sei?”

Chiese lo sposta sedie, diventando improvvisamente tutto rosso per la vergogna.

“Come, chi sono io? Sono una spezza rametti!”

Rispose con una voce un po’ offesa la creaturina.

Che roba! Pensò Nodo.

Sì, aveva sentito parlare di spiritelli del bosco, fate e gnomi, ma sapeva che si trattava solo di storie per umani. Non erano certo reali come gli sposta sedie! Nonostante ciò, non poteva ignorare quella simpatica creatura che gli si trovava davanti. Era vestita solo di un vecchio guanto per ciclisti, tagliato sulle punte, così che dall’indice usciva fuori la testa, dal pollice e dall’anulare le braccia. Come risultato, a Nodo parve di parlare con una piccola mano, per quanto una mano dall’aspetto simpatico.

“Mi dispiace, non sapevo che esistessero gli spezza rametti, io vengo da molto lontano, dalla città. Dunque eri tu che facevi dei rumori dietro di me?”

Chiese Nodo.

Il guanto parlante annuì, muovendo la testolina fuori dall’indice. Sì, era stata proprio lei a spezzare i rametti dietro Nodo poco prima. Ma cosa ci si sarebbe dovuto aspettare da una spezza rametti? Nessuno avrebbe potuto resistere al richiamo di un pezzetto di legno o di qualche foglia secca, così come Nodo non sarebbe riuscito a dire di no a una bella sedia da muovere.

“E come ti chiami?”

Chiese ancora Nodo, molto curioso per essere uno sposta sedie.

La spezza rametti lo guardò corrugando la piccola fronte.

“Mi dispiace.” Disse allora cercando una risposta. “Non so cosa sia un nome, noi spezza rametti non abbiamo nomi.”

“Non avete nomi?” Chiese Nodo, incredulo.

Il piccolo guanto si mosse a destra e a sinistra come a voler dire “no”.

“Non ci chiamiamo mai, ma non siamo poi così tanti.” Disse la spezza rametti. “E tu hai un nome?”

Continuò.

“Sì, mi chiamo Nodo! E da oggi tu sarai Guantina, ti piace?”

La spezza rametti si illuminò di un sorriso che arrivò fino alle orecchie.

“Mi piace, mi piace!” Gridò Guantina e saltellando iniziò a schiacciare tutti i rametti che trovava.

Nodo gonfiò il petto, orgoglioso di aver trovato un nome per quella creatura così graziosa. Tutto felice, mise il tappo sotto il braccio, ma questo attirò l’attenzione della spezza rametti, che si fermò d’improvviso.

“Nodo, perché vai in giro con un tappo sotto il braccio?”

Nodo guardò il tappo di sughero e arrossì. Come gli era venuto in mente di tenere quell’arma pericolosissima solo con un braccio? Un tappo di sughero poteva essere letale! Lo nascose subito dietro la schiena, ma poi vedendo l’espressione interrogativa della spezza rametti, dovette cedere.

“Vedi, questo tappo serve per viaggiare. Però può essere anche piuttosto pericoloso.”

La spezza rametti emise un grido stridulo e infilò la testa come una tartaruga dentro il suo guanto. Allora, Nodo si affrettò a spiegarsi meglio, perché non voleva perdere quella nuova amica.

“No, non ti spaventare, dopotutto credo sia difettoso. Di solito gli umani lo sparano da grosse clave di vetro, perciò credo che solo gli umani riescano a farli volare.”

La spezza rametti tirò fuori metà della testa dal guantino:

“Dici – dici una bottiglia? Sì, li ho visti prima volare fuori dalle bottiglie.”

Nodo rimase impressionato dalla memoria di Guantina. Non poteva sapere che gli spezza rametti sono dotati di una memoria prodigiosa e in un certo senso le nuove parole per gli spezza rametti sono come gli odori per gli sposta sedie. Guantina sporse fuori la testa dal guanto e sorrise a Nodo. Gli piaceva quel personaggio dal naso così buffo e dai piedi così grandi.

“Nodo, perché sei nel mio bosco? Dove sei diretto?”

Chiese Guantina. Quando Nodo le disse che era diretto al Paese degli sposta sedie rise di gusto. Lei era una spezza rametti, sapeva tutto di tutto ed era impossibile che non avesse mai sentito parlare di quel posto. Doveva essere solo una leggenda!

“Ah, ah, ah, Nodo! Ma non esiste certo un Paese così!”

Disse la spezza rametti e mentre rideva il guanto le ballava tutto intorno alla testa e alle braccia. Nodo si rabbuiò, perché per quanto quella piccola creatura gli stesse simpatica, non aveva nessun diritto di prenderlo in giro così. Lui era sicuro che da qualche parte ci fosse quel Paese in cui si sarebbe sentito finalmente a casa.

“Bene.” Disse allora Nodo. “Se non vorrai venire con me, continuerò da solo questa avventura.”

E così dicendo, si mise in marcia. Ma quando arrivò quasi alla sommità di una piccola collina, sentì scricchiolare dietro di sé. Si girò e vide la spezza rametti, lo sguardo fisso a terra.

“Nodo, devi scusarmi. Sai, non sono mai uscita da questo bosco e… mi piacerebbe davvero seguirti in questa avventura.”

Nodo dimenticò in fretta ogni risentimento e si sentì felice di avere una spezza rametti come compagna di viaggio.

“Va bene, allora, vieni con me.”

“Sai come ci si arriva?” Chiese lei, mentre riprendevano a camminare insieme.

“No.” Disse Nodo, ma aggiunse. “Però prima o poi conosceremo qualcuno che conosce la strada.”

Gli sposta sedie sono ottimisti di natura e seppure non dei grandi girovaghi, non si lasciano abbattere tanto facilmente. Si era abituato agli odori del bosco e aveva iniziato ad apprezzare il profumo dei mirtilli e delle fragole, dei funghi e dei corbezzoli. Perciò, con la pancia piena, non pensava che nulla potesse andare storto.

“Forse io so chi potrebbe aiutarci.” Disse Guantina dopo qualche minuto di cammino nel bosco.

“Davvero?” Chiese Nodo. “Si, il grande Mago Salto, il famoso nascondi chiavi.”

Nodo conosceva bene la storia del Mago Salto. Un mago così potente da riuscire a nascondere le chiavi degli umani per giorni, mesi e addirittura anni per poi farle riapparire nei luoghi più impensati.

“E- e sai anche dove si trova?” Chiese Nodo, pieno di speranza. “Certamente, purtroppo. Si trova nella Caverna del Drago!”

Drago? 

Nodo iniziò a pensare a che cosa potesse essere un drago, ma l’unica cosa che gli veniva in mente era un grosso dolce alla crema con una fragola in cima. Gli sposta sedie sono creature estremamente golose e come detto, dalla memoria limitata. 

“Mi piacciono i draghi!” Esclamò dunque, con un sorriso così largo che il grosso naso finì quasi per toccargli il mento.

“Ti- ti piacciono i draghi?”

Chiese la spezza rametti, che sapeva bene cosa fosse un drago, incredula. A nessuno piacciono i draghi, grosse creature dalla pelle dura e che sputano fuoco.

“Si.” Rispose Nodo. “Mi piacciono i draghi, le crostate, le focacce all’uva passa, i bignè e i croissant.”

La spezza rametti si fermò, con la bocca spalancata.

“E non ti fanno paura?” Chiese ancora.

“Certo che no!” Rispose Nodo, che se avesse saputo davvero cosa fosse un drago, non sarebbe stato certamente così tranquillo.

“Wow! Sei la creatura più coraggiosa che io abbia mai incontrato!” Esclamò Guantina.

Nodo non capì perché non aver paura di un grosso dolce alla crema lo rendesse un tipo coraggioso, ma si comportò come avrebbe fatto un umano. Davanti ad un complimento, gli umani diventano tutti sordi e ciechi.

“Allora, andiamo?” Chiese la spezza rametti, felice.

“Certo, andiamo!”

E fu così che quella piccola compagnia di creature magiche e dispettose si mise in marcia, diretta alla caverna in cui era rinchiuso il Mago Salto, protetto da un enorme drago nero.

Ma Nodo era felice, pensando che il drago fosse in realtà un bel dolce alla crema.

due draghi al tramonto

Fonte: Nodo, lo sposta sedie. Libro per bambini, autore Daniele Frau.

La storia continua…e vi aspetta per intero in Autunno con il libro per bambini Nodo, lo sposta sedie. E sarebbe interessante inserire questa piccola storia nel Libro incantato dei vostri bambini.

Buona vita
Noe

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