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Stare in casa con i bambini: cosa fare?

I consigli per educare un bambino sano (da Come possiamo accompagnare i bambini in questi momenti di cambiamento sociale?) di Francesca Cimino, maestra Waldorf in Perù.

Il motore dell’apprendimento è l’imitazione: sono come una spugna rispetto al mondo che li circonda: le azioni, le emozioni e i pensieri.

Caratteristiche della situazione attuale (per molti Paesi)

  1. I bambini non possono andare a scuola, quindi sono state sviluppate attività per la casa e programmi virtuali.
  2. I bambini restano a casa molto più a lungo, alcuni non escono.
  3. Le relazioni sociali sono notevolmente diminuite.
  4. I bambini che escono vedono il mondo cambiato: le maschere, la distanza, la paura.
  5. La situazione emotiva nelle famiglie è per lo più di paura e stress, e a volte di confitto.
  6. La situazione economica ne ha risentito in gran parte, e a volte in modo drastico.

 

Ora, come possiamo aiutare i bambini, nella situazione attuale, affinché possano continuare ad essere bambini sani?

Alcune idee per aiutare i bambini in casa

Una volta chiariti i bisogni e il motore di apprendimento dei bambini, ognuno sarà in grado di sviluppare strategie diverse. Qui condividerò con voi alcune idee, molte delle quali ho potuto verificare con mia figlia di 5 anni durante la quarantena, che abbiamo passato in un appartamento in città.

  • Diminuzione dello spazio: è stato molto importante fare una casetta fatta di tessuti, uno spazio magico, diverso. Abbiamo anche creato un piccolo rituale: l’ora del tè in cui si beveva una tisana all’interno della casetta.
  • Diminuzione del movimento: favorire attività come saltare con la corda, fare filastrocche con gesti e girotondi.
  • Fragilità emotiva: essendo gli adulti i modelli per i bambini, la nostra gestione delle emozioni sarà la chiave per il benessere dei bambini. Sviluppando la calma interiore e la serenità di fronte alle avversità, i bambini imiteranno il nostro atteggiamento. Per superare le paure la prima cosa da fare è conoscerle: di cosa ho paura? Dobbiamo fare un lavoro interiore.
    Per questo è molto importante lavorare con i genitori, seguendo la loro situazione affettiva e familiare, per capire la situazione in cui si trovano i bambini.

Le attività settimanali: in casa con i bambini

È importante che i bambini tengano un ritmo.

Attraverso il ritmo, come il battito del cuore e del polmone, si genera sicurezza e benessere: è come quando nel mezzo di una tempesta ci sono sempre dei pilastri che ci sostengono. È anche come le onde del mare che ci cullano con il loro ritmo regolare e dinamico. Questo è ciò che i bambini percepiscono. Non è un ritmo meccanico.

Se non si riesce a fare così tanto, sarà importante dedicare almeno un momento ogni giorno per fare qualcosa di attivo con il bambino: il tempo delle storie, il tempo delle canzoni, il tempo per cucinare insieme.

Aiuta anche avere un nastro di un colore per ogni giorno della settimana (sul vaso di fiori, sulla finestra o sulla porta) e cambiarlo con il bambino.

Anche il canto e le filastrocche sono ingredienti essenziali. Con mia figlia ho potuto constatare che quando recitavamo le rime, accompagnate dalle mani che battevano, le sue guance diventavano rosee.

La cura della natura

Il legame con la natura è un processo di guarigione ancora più importante in questa situazione. In assenza di relazioni esterne, curare delle piante e seminare, osservare la crescita di una pianta, con l’accompagnamento dello sguardo di un adulto, può riempirvi di gioia. Con mia figlia abbiamo piantato dei semi e lei si è meravigliata davanti ad ogni nuova foglia e fiore.

Il rapporto con la natura si sviluppa anche nella cura degli animali: possono essere animali domestici, oppure possiamo lasciare acqua e semi per i piccoli uccelli sul bordo della finestra.

bambina innaffia le piante in balcone

Vi saluto con questa canzone che si può fare seduti, uno di fronte all’altro e tenendosi per mano, oscillando prima avanti e indietro nella prima parte, e oscillando lateralmente nella seconda parte.
Questo stimolerà il senso dell’equilibrio e vi allenerà a navigare attraverso la vita!

 

C’era una volta una piccolo naviglio,
C’era una volta una piccolo naviglio,
C’era una volta una piccolo naviglio,
che non sapeva, che non sapeva navigar.

Ma dopo una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette settimane,
ma dopo una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette settimane,
ma dopo una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette settimane,
il piccolo naviglio cominciò a navigar.

 

Ascoltala su Youtube cantata dal Coro I piccoli Cantori di Milano.

 

Leggi il primo articolo di Francesca Cimino Che aspetto ha un bambino sano?

Francesca Cimino: antropologa culturale, insegnante per adulti e bambini in diversi paesi, con formazione ed esperienza in pedagogia Waldorf, insegnante di canto e sensibilizzatrice alle meraviglie della natura. Impegnata nel progetto Sacha Camp del Centro Neotropical de Entrenamiento en Humedales in Perù.

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