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Il litigio, l’invidia e il disordine: come possiamo affrontare queste situazioni?

Stiamo inoltrandoci nel campo minato della vita familiare. Il litigio, l’invidia e il disordine sono, a parer mio, le tre principali cause di malessere nella vita di un genitore.

“I miei figli litigano di continuo”

“…sono molto gelosi l’uno dell’altro”

“…lasciano sempre la camera disordinata, e io perdo tanto tempo a mettere tutto a posto.”

Sono frasi pronunciate dalle mie labbra tante volte, finché non mi resi conto che stavo andando nella direzione sbagliata. A quel punto mi chiesi: “Cosa posso fare per migliorare la situazione?”

Far sì che le parole e le azioni abbiano valore

La prima regola fondamentale, senza la quale tutte le altre perdono immediatamente valore, è che le tue parole e le tue azioni hanno un valore. E questo vale per tutti i componenti della famiglia. Se qualcosa è vietato, lo è realmente per tutti, e non può essere invalidato con il pianto o con la ribellione.

Senza rendercene conto, a volte poniamo regole che nemmeno noi siamo in grado di rispettare. In tal caso, se riteniamo la regola di fondamentale importanza dobbiamo impegnarci a osservarla anche noi genitori, in caso contrario possiamo trasformarla in semplice consiglio.

Un esempio pratico (invito i dentisti a passare direttamente al prossimo paragrafo). Capita a volte che la notte, per la stanchezza o per pigrizia, non abbia voglia di lavarmi i denti. Come potrei obbligare i miei figli a farlo? Non sarei coerente, con me stessa e nei loro confronti.
Così, ho spiegato ai bambini i rischi che corrono andando a dormire senza lavarsi i denti, ne abbiamo parlato a lungo e abbiamo guardato insieme la puntata di Siamo fatti così dedicata ai Denti.

Il risultato: generalmente i bambini sono più coscienziosi di noi e lavano i denti quasi tutte le notti.

Sedie che volano e pianti che si levano: come risolvere un litigio tra bambini

Normalmente lasciamo che i bambini giochino tra di loro senza il nostro intervento, tendendo le orecchie quando compaiono i piccoli litigi e stando all’erta quando cala il silenzio. Ogni tanto arriva l’uragano: volano sedie, libri e cuscini, e i pianti si levano alti. È il momento di intervenire, perché durante l’uragano i bambini non riescono a esprimere in altro modo ciò che vogliono dire, e hanno bisogno di un adulto che li aiuti a trovare una soluzione.

Quando ci avviciniamo, generalmente accade questo.

Il piccolo si precipita da noi piangendo, mentre l’altra dice immediatamente “Io non ricordo cosa è successo”. Il piccolo continua a piangere raccontando che la sorella l’ha spinto via dal gioco, e la grande grida infuriata “Questa è la festa di compleanno di mia figlia e lui vuole mettere sul tavolo della torta le sue macchinine” mentre le sgorgano delle lacrime di rabbia sul volto. 

Per esperienza, i rimproveri in questa situazione non sono di alcuna utilità. I bambini si vergognano già da soli di quel che è successo. Nemmeno le domande su chi ha cominciato varrebbero qualcosa, al contrario aumenterebbero gli schiamazzi.

In questo caso, una semplice domanda può rasserenare l’atmosfera:”Quanti anni compie la tua bambina? Allora possiamo preparare tante cose per la sua festa e per farle arrivare prima, potremmo trasportarle con le macchinine.”
In tal modo il gioco riprende da un altro punto e i bambini imparano che si possono tenere in considerazione anche i desideri degli altri.

“Perché non leggiamo una bella storia per festeggiare tutti insieme?” è la conclusione che aiuta a calmare gli animi.

Se a cena i bambini non hanno ancora fatto pace, ma capita raramente, allora mi avvicino all’orecchio del più piccolo e gli bisbiglio “Dai non andiamo a letto arrabbiati. Posso dire io a tua sorella che le vuoi comunque bene?” e lo stesso faccio con la maggiore. E il litigio è concluso.

Se la crisi di pianto non dovesse placarsi, posso consigliarvi Urla e capricci: quattro mosse per evitare la crisi.

"Lei prende sempre la mela più grande": come affrontare l'invidia tra bambini

L’invidia e la gelosia hanno molteplici sfaccettature, e si manifestano con particolare violenza proprio tra persone che si vogliono bene.
È anche vero che a nessuno piace ammettere di essere stato invidioso o geloso. Piuttosto preferiamo pensare di aver patito un’ingiustizia, quasi a voler celare il sentimento di invidia e gelosia. Ma se insegnassimo ai bambini a rendersi conto della reale natura di questi stati d’animo, si potrebbero evitare tante critiche e litigi.

Riporto un racconto che ho letto in un libro di consigli medico-pedagogici.

Sara, di dieci anni, alla fine del pranzo ha di nuovo preso per sé la mela più grossa, con grande abilità. Tommaso di tre anni la guarda con disapprovazione ma non dice nulla. Caterina, dodicenne, lo fa notare a gran voce: “Si prende sempre la più grossa e voi la lasciate fare. Non è giusto!”.
Il papà chiede: “Chi la dovrebbe prendere allora?”
Silenzio. Poi Caterina: “Tu…oppure mamma, o si fa a turno.”
Papà: “Le mele più piccole a volte sono più saporite. Adesso però devo dire una cosa. Ieri, dopo pranzo, Sara ha lavato da sola una montagna di piatti. Pensi ancora che non possa avere lei la mela più grande? Sara d’altronde potrebbe decidere di offrire la mela a chi più desidera, o dividerla con qualcuno.”

In questo modo si cerca di fornire ai bambini una prospettiva più ampia della vita.

Sarebbe ingiusto che Sara venisse giudicata moralmente senza che venisse considerata la gioia che prova per quella grande mela. Se un bambino viene semplicemente esposto al giudizio, senza possibilità di concreta riparazione, alla lunga diverrà insicuro.

Crediamo che non esistano principi morali validi a priori, e sia importante per i bambini imparare a cercare il giusto comportamento per ogni differente situazione che si presenta davanti.

Come convincere i bambini a tenere in ordine

Chi non ama una casa ordinata!? Ma se sono i genitori a dover mettere costantemente in ordine quel disordine che nasce dalla quotidianità della vita familiare, prima o poi crollano.

Vi è una sola cosa da fare: riordinare insieme ai bambini sin da piccoli, per poi affidargli la responsabilità di sistemare da sé. I bambini saranno orgogliosi di poter portare a termine il proprio compito, in particolare se tutto ciò viene notato e riconosciuto dagli adulti, anche se non sempre è tutto perfetto come potrebbe essere.

Per il più piccolo, di due anni, ho inventato un gioco. Gli ho raccontato che anche i giochi amano tornare nella loro casetta a dormire, e se li lasciamo in giro ci staranno male. Affinché rimanesse impresso nella sua memoria questo racconto, ho ricreato una scenetta con il trenino che felice diceva: “Sì, che bello, sto tornando a casa a fare la nanna!” e nel frattempo lo riponevo nella sua cesta, al suo posto. Così, quando è il momento di riordinare, ricordo semplicemente a mio figlio che il trenino vorrebbe tornare a casa e lui felice mette lo mette al suo posto, facendolo parlare fino all’arrivo!

Per i bambini più grandi, posso consigliare di porre alcune regole a sostegno del processo di riordino, come: “Si può dipingere, solo se è stato ritirato il gioco precedente, in tal modo mamma potrà concentrarsi su di te e aiutarti se ne avrai bisogno”.

bambino che gioca con il trenino di legno

Revisione serale della giornata

Per migliorare davvero la nostra capacità di gestire le situazioni più complesse, abbiamo bisogno di tempo. Prendiamoci qualche minuto la sera per porci delle domande. Come è stato oggi il bambino? Cosa ha vissuto? Mi sono comportato con lui in modo adeguato alla sua età? Dove ho sbagliato?
Se si ha la possibilità di fare queste riflessioni insieme all’altro genitore è un vantaggio, perché potreste aiutarvi reciprocamente a valutare se le vostre azioni e le parole dette non sono state contraddittorie.

Non c’è niente di meglio per l’armonia familiare di due genitori in accordo!

Buona vita
Noe

Questi sono semplici spunti di riflessione. Genitori alla Frutta non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale.

Bibliografia:
La salute del bambino, W.Goebel, M. Glöckler, Aedel Edizioni Torino

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