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La leggenda di San Martino e la festa delle lanterne

La notte di San Martino.

La sera dell’11 Novembre si celebra l’arrivo del periodo più buio dell’anno onorando San Martino, che era noto per la sua dolcezza e la sua capacità di portare calore e luce ai bisognosi. Le lanterne che si accendono durante l’usuale camminata serale, ci ricordano che la nostra luce interiore dovrà essere ancora più forte con l’arrivo del freddo e del buio inverno.

Ora vi racconto la storia di San Martino e come creare una lanterna con i vostri figli.

Io vado con la lanterna è una semplice melodia che può accompagnare la passeggiata dei bambini con le lanterne accese (la versione italiana inizia al 1:26 min). In questo articolo di Bimbo Naturale ho trovato altre melodie, anche con spartiti.

La leggenda

Più di mille anni fa, ai tempi dell’Impero Romano, nacque un bambino chiamato Martino. Suo padre era un tribuno dell’esercito romano, un ruolo molto importante per il tempo, e ci si aspettava che suo figlio si sarebbe unito all’esercito una volta diventato grande.

Martino crebbe con animo buono e gentile, e non avrebbe mai voluto combattere, non voleva far del male a nessuno. Tuttavia, quando compì 15 anni fu costretto da suo padre a entrare nell’esercito romano e, poiché era un bravo studente, fu nominato presto tribuno. Gli venne dato un cavallo e un mantello rosso da indossare sopra la sua armatura.

Un freddo giorno d’inverno…

Martino arrivò con i suoi soldati presso le porte di una nuova città. Un mendicante vestito di stracci, che tremava e stringeva una piccola ciotola vicino a lui, disse con voce sottile: “Carità per gli affamati”. 

La maggior parte di loro non prestò alcuna attenzione al mendicante, e alcuni lo derisero con parole sprezzanti. Quando Martino passò cavalcando davanti a lui, il mendicante disse: “In nome di Gesù, per favore” e tese la mano. Gli occhi di Martino incontrarono quelli del mendicante e la compassione si mosse nel suo cuore. Fermò il cavallo, tirò fuori la spada e tagliò il suo bellissimo mantello rosso in due. Martino lasciò che una metà cadesse sulle spalle dell’uomo, per riscaldarlo, e proseguì con i suoi soldati.

Quella sera…

mentre Martino dormiva nella sua tenda, gli fece visita in sogno un uomo che indossava mezzo mantello rosso. Guardò l’uomo negli occhi e riconobbe gli occhi del mendicante. Ma non era affatto lui. Era radioso. Era Gesù, che disse a Martino: “Quello che fai agli ultimi degli uomini, lo fai a Me.”

Martino si svegliò la mattina dopo con il sogno ancora vivido nella mente. Aveva appena 18 anni.

Con il passare dei giorni…

Martino lottava contro i suoi doveri da soldato. Fare del male agli altri era per lui come ferire se stesso. Eppure il lavoro di un soldato è combattere e uccidere. Che cosa avrebbe potuto fare?

Nel frattempo, il suo reggimento fu chiamato Giulio Cesare per combattere i barbari, che stavano invadendo l’Impero. Martino e i suoi soldati viaggiarono per molte miglia e trascorsero molti mesi in feroci battaglie.

Alla vigilia della battaglia più importante, che avrebbe determinato chi sarebbe stato vittorioso, Martino capì che non poteva più fare del male a un altro uomo. Così si recò dal grande Giulio Cesare, deciso ad abbandonare l’esercito.

Domani non combatterò in battaglia. Non prenderò più la vita di un altro uomo. Desidero essere congedato dal mio servizio militare.”

“Codardo, pazzo!” gridò l’Imperatore, e così dicendo fece imprigionare Martino. Pensò di punire la sua insubordinazione mandandolo in battaglia spoglio di protezioni e senza spada. Ma la mattina seguente, un messaggero annunciò la resa dell’esercito nemico, e Giulio Cesare non potè fare altro che liberare Martino.

Martino al servizio dei bisognosi…

Martino ora era libero e decise di mettersi al servizio del bene. Creò un rifugio per gli ammalati e i poveri. Aiutò chiunque incontrasse e ne avesse bisogno. Persino chi non sapesse di averne bisogno.

Durante un lungo viaggio sulle Alpi, dei briganti fermarono Martino intenzionati a derubarlo. Tuttavia Martino non aveva niente con se. I briganti si arrabbiarono e lo minacciarono brandendo le spade. Egli però non reagì e rimase molto calmo.

“Perché non hai paura?” Chiesero sorpresi i briganti.

Martino rispose: “Maggiore è il pericolo, più sono vicino a Dio. E quando gli sono vicino, Dio mi protegge.”

Le sue parole calme e benevole ammorbidirono i loro cuori ed essi deposero le spade. Martino rimase con loro quella sera e la mattina dopo i briganti decisero di cambiare le loro abitudini.

Martino continuò a fare del bene fino alla fine dei suoi giorni, aiutando chiunque si rivolgesse a lui. Divenne persino Vescovo di Tours, in Francia, per volere degli abitanti del posto, che aiutati da alcune oche dispettose, lo convinsero ad accettare la carica, nonostante il suo desiderio più grande sapete qual era? Fare l’eremita!

San Martino

Costruire le lanterne per la notte di San Martino

Ci sono differenti modi per creare delle lanterne, ma quello che più preferisco per questa occasione e quella costruita con la cartapesta.

Cosa occorre:

  • colla vinilica
  • recipiente dove diluire la colla
  • pennello
  • palloncino
  • carta di seta o carta velina
  • cordino
  • candeline

Tagliare la carta in lunghe strisce.

Versare la colla in un recipiente con un pò d’acqua, in modo che non sia troppo densa.

Gonfiare un palloncino e iniziare a incollare le strisce di carta con il pennello imbevuto di colla. Si possono inserire all’interno foglie, fiori e altre decorazioni.

Lasciar asciugare la carta e ingrandire l’apertura per adagiare agevolmente la candelina al suo interno. Fare inoltre due piccoli buchi laterali per inserire il cordino.

lanterne di San Martino
https://www.genitoriallafrutta.it/wp-content/uploads/2020/11/lanterne-san-martino-1.jpg
lanterne di San Martino

La lanterna è pronta. Ci vediamo la notte di San Martino per una passeggiata a rischiarare il quartiere.

Buona vita
Noe

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