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I consigli di una psicologa ai neogenitori: Eva Ragnoli

Intervista a Eva Ragnoli, una psicologa perinatale.

Non avevo mai incontrato una psicologa perinatale e l’incontro con Eva avvenne proprio quando la mia insicurezza di madre stava mettendo in dubbio tutto il percorso che avevo fatto fino ad allora con i miei figli, e fu provvidenziale.

Eva mette una tale passione quando parla del suo lavoro e dei suoi bambini, che le sue risposte ti lasciano dentro qualcosa di bello su cui riflettere e la convinzione che le cose si sistemeranno. Così approfittai dell’occasione per cercare delle risposte ai dubbi che avevo accumulato in questi primi sei anni da mamma.

Iniziamo dal principio.

Cosa fa uno psicologo perinatale?

<<Lo psicologo perinatale accompagna e supporta la coppia dal momento che decide di avere un bambino sino a quando il bambino ha  4/5 anni; quindi durante tutta la gravidanza, nel post parto e nella prima infanzia e, se necessario, anche prima del concepimento. 

Se si pensa all’intera vita è un arco temporale relativamente breve sul quale si focalizza la mia professione, ma diventare genitori richiede un intenso impegno sia psichico che emotivo. Il momento è talmente forte e intenso che stravolge l’equilibrio della coppia, ed è talmente ricco di emozioni contrastanti che spesso ci si ritrova in mezzo al mare di notte con la speranza di trovare un faro.>>

Sì, credo proprio che abbia reso l’idea!

Come sei arrivata a svolgere la tua professione?

<<Ho sempre amato il mondo dell’infanzia e mi sono presa cura dei bambini più sfortunati per vari anni. Iniziai nei centri ricreativi estivi, poi in centri minorili e con bambini disabili. Dopo qualche tempo decisi di tornare nei centri che ospitavano minori in condizioni familiari disagiate o pericolose, su cui intervenivano gli assistenti sociali. 

Poi è nata la mia prima figlia, Mariasole, e in quel momento capii che se volevo davvero prendermi cura dei bambini dovevo iniziare col prendermi cura dei genitoriDecisi di occuparmi delle famiglie, cercando di andare a monte del problema prendendomi così cura in primo luogo dei genitori.

Perché sono convinta che se un papà e una mamma sono felici, lo sarà anche il loro bambino.>>

famiglia felice al tramonto

Come psicologa perinatale, quali consigli ti senti di dare ai neo-genitori?

<<Ai neo-genitori consiglierei di non farsi troppo influenzare da ciò che dice la nonna, la vicina, l’amica, da tutti quei consigli non richiesti ma di ascoltare se stessi, nessuno più dei genitori conosce il proprio bambino, e le sue necessità, non farsi distrarre dal rumore della nostra cultura ma cercare di entrare in sintonia col bambino, colui che racchiude tutte le risposte alle nostre domande.>>

Che consigli daresti per gestire l’arrivo di un fratellino?

<<Il consiglio fondamentale secondo me è quello di non caricare troppo emotivamente il fratello maggiore dell’arrivo di un fratellino. Sento spesso dire “poi ci potrai giocare insieme”, “ lo porterai a spasso”, “gli darai la pappa”.

Niente di più falso, almeno nel primo periodo. Il fratello maggiore non potrà far nulla di tutto ciò perché il neonato è troppo piccolo per poterci giocare insieme, per potergli dare i biscotti o per poterci giocare a palla. Anzi, ruba solo tutto il tempo dei genitori a suo discapito. Quindi il bambino non va caricato di cose che poi non potrà fare perché altrimenti oltre alla gelosia, crescerà in lui anche la delusione e la frustrazione. 

Durante la gravidanza siate realisti, spiegate bene i tempi del neonato così non ci saranno troppe aspettative per il fratello maggiore. Una volta nato coinvolgete il bambino ad occuparsi del fratellino solo se mostra interesse a farlo e rassicuratelo dicendo che l’amore dei genitori è qualcosa che non si può dividere in base al numero dei figli ma che può solo moltiplicarsi.>>

Ti son capitati casi difficili di bambini arrabbiati? Come sei riuscita a risolvere la situazione?

<< Sì, è capitato che dei genitori venissero a parlarmi perché riscontravano nei loro bimbi irascibilità, irrequietezza, gesta di rabbia

Bisogna però sapere che i bambini apprendono la maggior parte delle cose, quindi anche i comportamenti, per mimesi, per imitazione. 

Cosa c’è in quella famiglia? Come si comportano mamma e papà? Che atteggiamento mettono in atto davanti al loro bimbo? Spesso i bambini sono arrabbiati perché vedono genitori arrabbiati, perché respirano la tensione della casa o perché non si sentono al sicuro nel loro nido. 

Se in casa invece va tutto bene, bisogna andare allora a scovare quegli ambienti in cui il bimbo passa la maggior parte del tempo e cercare di scoprire che accade. C’è forse qualcosa che disturba il bambino? Ricordate che i piccoli non sono in grado di esprimere le loro emozioni verbalmente e allora attuano comportamenti aggressivi e violenti per esternare il loro mondo interiore e per cercare indirettamente la vostra attenzione, il vostro aiuto.

In questi casi sono da abbracciare, calmare. È importante che non si sentano soli e che si sentano liberi di potersi esprimere.
Con il vostro supporto tutto per loro risulterà più semplice.>>

Se potessi migliorare una sola cosa nel mondo, cosa faresti?

<< Se potessi regalerei sacchi di pazienza a tutti i genitori…taaaanta pazienza, affinché il rapporto con i loro piccoli possa migliorare. 

So che molto dipende dalla frenesia della quotidianità e far quadrare lavoro, casa, spesa e figli non è per nulla facile. Il tempo è sempre troppo poco e i bambini richiedono tantissime attenzioni, ma loro non hanno la percezione del tempo, loro sono solo presente, loro sono nel “qui ed ora”. E non importa quanto si è stanchi, loro vi vogliono nel presente, senza le distrazioni tipiche degli adulti quali tablet, telefonino, tv.

Nel qui e ora, con il corpo e soprattutto con la mente.>>

Grazie Eva per i tuoi preziosi consigli e per avermi ridato fiducia nel mio percorso di madre.

E ora un po’ di indirizzi utili se volete contattare la psicologa perinatale Eva Ragnoli:

Siamo tutti alla ricerca di quel faro nella notte, non siete soli.

Io ho raccontato una parte della mia ricerca in Quando una mamma ricerca sé stessa: i 4 libri che mi hanno guidata

Buona vita
Noe

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